Mosé di Michelangelo e San Pietro in Vincoli

12 Oct

Il Mose di Michelangelo a Roma

Una Basilica che racchiude e protegge uno dei più belli e grandiosi monumenti del genio ribelle di Michelangelo.

La Basilica di San Pietro in Vincoli, a Roma, fatta costruire nel 442 da Licinia Eudossia, figlia di Teodosio II e moglie di Valentiniano III, custodisce, nel transetto destro, la grandiosa statua del Mosé di Michelangelo, che si erge maestosa sul monumento funebre di Papa Giulio II.

ll Mosè è una scultura marmorea alta 235 cm e grazie al suo vigore, al virtuosismo anatomico e alla sua imponenza  è una delle opere scultoree più famose di Michelangelo.

La “tragicità” espressa dal volto del Mosé, tipica delle grandi opere di Michelangelo, è genialmente impressa nei tratti modellati con cura nel marmo.

La statua, che occupa nel monumento la posizione al centro nel registro inferiore, rappresenta il profeta in posizione seduta, con la testa barbuta rivolta a sinistra, il piede destro posato per terra e la gamba sinistra sollevata con la sola punta del piede posata sulla base.

La realistica barba di Mosè è stata scolpita talmente con dovizia di particolari che il Vasari commentò tale prodigio artistico scrivendo che esso sembrava più “opera di pennello che di scalpello”.

Intorno alla statua diversi aneddoti: si pensa che Michelangelo, contemplando la sua meraviglia, stupito egli stesso dal realismo delle sue forme, abbia esclamato “Perché non parli!?” percuotendone il ginocchio con il martello che impugnava.

Sempre secondo racconti fantasiosi, nella barba del Mosè, sotto il labbro inferiore, Michelangelo avrebbe scolpito il profilo di papa Giulio II e una testa di donna.

Una meraviglia che racchiude piccoli segreti, testimonianza autentica della forza artistica di Michelangelo che seppe forgiare dal marmo non una semplice statua ma un tripudio di arte e bellezza, come se, grazie al suo scalpello, alla statua abbia regalato un’anima, che ancora oggi parla ed emoziona chiunque se ne trovi al cospetto.

 

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